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La resina può essere utilizzata per realizzare verniciature, pavimenti, rivestimenti, impermeabilizzazioni. Sulla base di ogni esigenza viene studiato il ciclo idoneo con caratteristiche chimico-fisiche diverse. Il ciclo comprende generalmente una preparazione del supporto mediante primerizzazione, la stesura del pavimento o rivestimento in resina, la protezione della superificie con finiture trasparenti. In base al tipo di resina prescelta, l’applicazione può essere realizzata a spatola, rullo , racla o a spruzzo.

 

Generalmente lo spessore di un pavimento o rivestimento in resina da realizzare su massetto o piastrella è di circa 3-4 mm. Questo permette di evitare molto spesso interventi su soglie e porte. Il ciclo resinoso può essere applicato su superfici pulite, ferme e coese con buoni requisiti di resistenza a compressione. I sottofondi devono essere maturi e devono aver già terminato le fasi di ritiro dovuto all’essiccazione.

 

Rotture, crepe e cavillature sono problematiche non intrinseche alla resina e derivano nella quasi totalità dal movimento del supporto sulla quale viene stesa. È possibile realizzare rivestimenti di mobili con le resine, così come pareti dei bagni e piatti doccia, purchè già impermeabilizzati con idonee guaine. La resina può essere applicata su pavimenti esistenti evitando lo smantellamento dello stesso, sia esso in resina che in mattonella o pietra naturale.

 

La resina non va applicata su materiali elastici come gomma o linoleum o su materiali di poca consistenza, ma può essere tranquillamente applicata su massetti sabbia/cemento, calcestruzzo, ceramica , pietra naturale , rasature cementizie (no intonaco fine a velo, in quanto generalmente troppo debole), legno , vetro etc. Bisogna fare attenzione all’applicazione di resine su livelline, in quanto la resistenza allo strappo del sottofondo è molto importante.

 

Per il basso spessore e l’alta conducibilità termica la resina è una delle migliori soluzioni da applicare sui pavimenti riscaldati, purchè si abbia cura di effettuare i cicli di accensione e spegnimento prima della posa. I tempi necessari per la realizzazione di un pavimento in resina sono 5/6 giorni. E’ possibile calpestare i pavimenti dopo 24 ore pur facendo attenzione in quanto la resina raggiunge una buona resistenza dopo circa 7 giorni dalla catalisi.

 

I cicli resinosi hanno ottima resistenza agli urti e all’usura, anche se come tutti i pavimenti ne sono soggetti in base alle aggressioni meccaniche a cui vengono sottoposti. Generalmente lo strato che viene eroso è la protezione finale, quindi facilmente ripristinabile. La resistenza di un pavimento in resina è paragonabile a quello di una pietra naturale, sicuramente migliore dei parquet più duri, ma sicuramente non paragonabile ad un gres porcellanato.

 

Il polimero resinoso una volta catalizzato non si altera nel tempo, non assorbe, ma si può macchiare superficialmente ; in questo caso è sufficiente pulire la superficie con detergenti neutri non aggressivi. Benchè il pavimento non perda le caratteristiche prestazionali, nel tempo può avere un degrado estetico per graffiature e opacizzazioni ; in questo caso sarà necessario riportarlo allo splendore originale mediante carteggiatura e verniciatura, proprio come un parquet.

 

È possibile anche riparare i pavimenti in resina, pur sapendo che non sempre sarà possibile rendere i ritocchi invisibili.
I pavimenti in resina hanno una buona proprietà antiscivolo. È comunque possibile aumentarne il grip inserendo nelle finiture idonei additivi o effettuando appositi trattamenti supplementari. Una volta catalizzata la resina è un sistema inerte, quindi priva di odori e non tossica.

 

La resina può essere applicata sia in interno che in esterno, ovviamente avendo cura di scegliere il ciclo idoneo.
E’ molto importante anche valutare la presenza di umidità di risalita al fine di valutare l’utilizzo di idonee resine traspiranti per evitare sbollature e difetti. Non tutte le resine possono essere utilizzate in presenza di questo fenomeno.

 

È possibile colorare le resine, inglobare oggetti, realizzare effetti materici, spatolati lisci, autolivellanti monocromatici o decorativi con inserti di pigmenti metallici, fibre ottiche, foglie metalliche, decorazioni pittoriche, tessuti, fino a mix di resine e marmi..

È importante capire che si tratta di una soluzione unica ed irripetibile, non esiste un pavimento identico ad un altro, e risulta perciò essere sempre un’opera artigianale di grande valore ed impatto estetico.

La finitura può essere opaca, satinata o lucida. Le soluzioni spatolate e opache hanno sicuramente un degrado estetico minore rispetto alle superfici lucide. Le resine epossidiche tendono ad ingiallire, quindi è sempre preferibile scegliere colori tendenti al paglia. Per soluzioni diverse (es. pavimenti bianchi), è consigliabile richiedere sempre resine poliuretaniche o poliuree.

 

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